L’evento Modena Park e le insensate testate dei giornali

Sabato 1 luglio 2017 si è svolto il tanto atteso evento per i fan del “Komandante”. Il concerto “contro la paura” ha contato 220.000 presenze in biglietti paganti ed è stato trasmesso in diretta in 197 cinema e 2 palazzetti per dare la possibilità anche ad altri che non potevano essere a Modena. Ho seguito l’evento su Rai 1 intitolato “La notte di Vasco”; la rete aveva annunciato giorni prima che avrebbe trasmesso il concerto “raccontato” da Paolo Bonolis mentre intervistava gli ospiti presenti. Ero molto incuriosito di vedere cosa sarebbe uscito fuori dalla grande macchina organizzativa che lavora per Vasco, perché si trattava di un evento colossale, in teoria tra i meglio pensati in quanto a scaletta e ospiti. Come ben sapranno i seguaci di opinionevent non vedevo l’ora di gustarmi l’intervento di Andrea Braido e Maurizio Solieri, che invece è stato coperto dai commenti e le interviste di Bonolis, mostrando in parte solo il secondo chitarrista (chi vuole può accontentarsi di qualche video amatoriale sulla pagina del Braidus). Prima dell’inizio del concerto è stata trasmessa l’intervista a Vasco che parlava della sua infanzia, delle sue esperienze da Deejay e della sua famiglia. L’inizio è stato un po’ lento col primo brano Colpa d’Alfredo, per ricordare da dove tutto ha avuto origine; il Komandante  è entrato in scena dopo il preludio (Also sprach Zarathustra di Strauss) ma poi è stato un crescendo. Poche sono state le canzoni trasmesse, ANSA parla di 28 su 38 come da contratto, e molti gli interventi di ospiti, a volte non proprio necessari come quello di Maddalena Corvaglia, certo in buoni rapporti con l’artista perché moglie di Stef Burns e con la frase di Sally tatuata tra le spalle ma penso non sia stata di grande interesse per il pubblico televisivo. Poche le guest presenti sul palco ad essere intervistate da Bonolis, si è intravisto solo un emozionato Gaetano Curreri poco prima dell’esibizione. I giornali pur di fare polemica hanno titolato che gli spettatori si sono scatenati con gli insulti sul web. Certamente ci sono state molte battute divertenti su twitter e i vari social, ma molti giornalisti hanno finto di non afferrare il sarcasmo dei post, dato verificabile su repubblica o su twitter digitando l’hastag . Paolo Bonolis non ha nessuna colpa, essendosi limitato ad eseguire le direttive dettate da un contratto. L’unica pecca forse è stata la presenza di momenti morti e un po’ confusi in cui il conduttore non riusciva bene a capire cosa dovesse fare. Non me lo sarei aspettato da organizzatori professionisti nonostante un così grande evento. Il pubblico televisivo ha goduto di quel che è riuscita ad acquistare la Rai rispetto ai cinema. Per quanto riguarda  la scaletta è stata come al solito ben assortita, forse poteva risparmiare I soliti o Rock’n’roll show e inserire qualche altra chicca per i presenti, ma ormai lo show è finito e l’importante è che i fan presenti siano rimasti soddisfatti.

Ecco cosa rimane dopo la grande notte.

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