Lame Vaganti. L’intervista

Ecco l’intervista alle Lame Vaganti fatta presso il loro “studio”. Le iniziali M. & K. indicano ovviamente le risposte di Marking M. e Kerosene K. Non è necessario aggiungere altro. Le risposte parlano da sole. Per chi vuole approfondire è presente alla fine  anche un breve audio sulla loro esperienza di registrazione del disco.

Avete fatto un intero disco insieme. Come mai proprio voi due? Chi ha scelto chi?

M. In realtà il gruppo Lame Vaganti nasce nel 2012 circa col nome di Marking e Kerosene; già ai tempi avevamo un certo feeling nello scrivere canzoni insieme ad altri componenti del gruppo che formavano i South Powa. Molti dei componenti non avevano tempo perchè all’università o al lavoro e siamo rimasti noi due.

K. Gli altri non potevano come Matteo (Asma). Rimasti solo in due abbiamo provato a fare un pezzo insieme ed è andata, poi un’altro, così abbiamo capito che andava.

M. Avevamo fatto l’anno prima un disco insieme, dopodiché abbiamo deciso di fare il nuovo.

Ascoltando il vostro nuovo disco si sente molto l’influenza del rap classico. Che musica ascoltate e quali sono gli artisti dai quali traete ispirazione?

K. Io non ho un artista preferito in particolare, sono orientato sul reggae negli ultimi tempi: artisti tipo Capleton, Damian Marley, Anthony B, Johnny Marsiglia Big Joe, Mistaman. Ascolto molto rap italiano ma selezionato perché la scena attuale non mi garba molto, preferisco ascoltare album nuovi ma di artisti passati. Un nome italiano che posso fare ad esempio è Shakalab o le Sacre Scuole.

M. Io sono stato sempre più orientato verso la scena musicale americana e ultimamente inglese, molto più figa per adesso. Non ho un artista preferito. In questo momento mi piace molto il rap femminile, sopratutto di chi è capace, ha un ottimo flow e sa muoversi bene.

Un nome?

M. Lady Leshurr. Tra gli italiani traiamo ispirazione dai Club Dogo, a me piace molto il pezzo Street opera di Lord Bean, Schiena contro schiena, testi che hanno buoni incastri tra le parole, del resto ci interessa solo scrivere bene.

Vi immedesimate in qualche genere musicale? Voi come vi definite?

M. Non ci piace distinguere la musica per generi.  Mi definisco semplicemente rapper italiano. In quanto MC personalmente preferisco dedicarmi ai testi.

K. Funzioniamo molto bene perché abbiamo due flow diversi, lui è molto tecnico, usa molto il punch line (rima ad effetto), io tendo molto a cantare. Abbiamo un genere nostro, il prodotto è Lame Vaganti, punto.

Avete studiato per essere in grado di produrre e cantare questo genere di canzoni o siete autodidatti?

M. Abbiamo iniziato in giro a fare free-style, cioè improvvisavamo rime insultandoci e dopo un paio di gare ho iniziato a scrivere.

K. Non credo che esista una scuola per imparare a rappare. Dal punto di vista della scrittura sono autodidatta. Studio musica al conservatorio, il mio strumento è la tromba, ma nessuno mi ha insegnato a produrre i beat. Ho imparato da solo a usare Cubase, Reason, FL studio, ovviamente conosco la musica e riesco ad armonizzare bene i beat e la base.

In vari brani si parla molto di droghe leggere. Cosa sono per voi e per quale scopo le utilizzate?

M. Lo scopo è il relax dopo una lunga giornata di lavoro.

K. Idem.

Siete a favore o contro la legalizzazione delle droghe leggere?

M.K. Ovviamente contro. (Ridono entrambi).

Quale messaggio vi piacerebbe fare arrivare con la vostra musica? Credete che sia ben intuibile dal disco?

M. Posso farti l’esempio di una traccia del nostro disco Incomati, paradosso del volersi incomare, molti l’avevano inizialmente fraintesa credendo che incitasse solamente allo sballo, ma il messaggio è che se tutto va male devi fregartene e andare avanti.

K.  Infatti il verso finale è “…  se cadi giù tu alzati, spingiti coi tuoi gomiti“.

Come nascono i testi delle vostre canzoni? E la musica? Componete prima musica o testi?

K. Ambe le parti. In questo periodo produco prima le basi, poi dopo aver fatto ascoltare i beat a M. vediamo quali vanno bene e ci mettiamo i testi sopra. A volte capita anche di avere un testo e arrangiarci una melodia sopra.

M. Per scrivere la base è importante avere la melodia sulla quale crearla. Per me è molto più efficace avere una base e rapparci sopra.

Cosa pensate della scena musicale attuale? Preferite essere seguiti da più fan o avere meno pubblico e di nicchia?

M. Se c’è un intento commerciale è che la gente capisca quello che diciamo. Ogni canzone può avere un pubblico diverso.

K. Vogliamo fare musica che venga apprezzata da tutti. Scriviamo i pezzi che ci piacciono, non ci preoccupiamo del tipo di pubblico.

Quante ore al giorno provate? Preferite improvvisare o preparare ogni pezzo nei minimi dettagli?

M. Preferiremmo preparare ma alla fine andiamo sempre ad improvvisare.

K. Zero!!! Quando ci prepariamo uno dei due si dimentica sempre qualcosa.

Come vi vedete nei prossimi dieci anni? Le Lame continueranno a tagliare quello che incontrano?

K. Speriamo che vada sempre meglio, non a livello monetario ma di essere apprezzati come artisti in Italia e anche fuori e… com’era la domanda? Ah, fra dieci anni con la pancia, la barbona, spero senza famiglia. (Ride) No, scherzo. Spero di essere su un palco a fare rap con tanta gente che mi segue.

M. Io non ci penso.

 

Se volete approfondire ecco una breve chiacchierata che ci siamo fatti a fine intervista.

Buon ascolto.

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