Am I neet? Pt.3 Il Job Meeting di Catania

Diceva bene Stephen King: “A volte ritornano”. Nel mio caso però i fantasmi si materializzano sottoforma di eventi e assumono le sembianze del Job Meeting. Qualche settimana prima ricevo la Newsletter di invito e avendo altri impegni a Catania, decido di farci un salto per conciliare le cose.
Tutto si svolge all’interno del campus universitario, nel nuovo edificio didattico in Viale Andrea Doria. All’ingresso trovo delle hostess abbastanza carine che mi sottopongono un test anonimo sul mio futuro lavorativo. Finite le quattro pagine di quesiti alquanto scontati salgo le scale e mi trovo in un corridoio circolare, con una folla di studenti e neo-laureati intenti a fare colloqui e a rilasciare CV. Sembra il girone dei disoccupati. Comincio da Euronics: il più gettonato stand dopo la Lidl. Scambio quattro chiacchiere con una aspirante “manager” o “direttrice delle strategie economiche” delusa perchè il tizio delle risorse umane le ha fatto capire in modo diplomatico che deve fare la commessa. Intanto tocca a me e sciorino tutto: dalla mia esperienza in marketing e comunicazione a quella di commesso e magazziniere, insomma tutti i lavori svolti. Il tizio capisce che ho fatto il commesso vicino alla sede di uno dei punti vendita, scrive due scarabocchi a me incomprensibili dietro al mio cv, dopodiché mi congeda affermando che ci siamo fatti una bella chiacchierata. Forse preferisce una bella e giovane ragazza, che però aspira ad altro. Continuo il giro e mi accorgo che rispetto agli anni scorsi hanno pure risparmiato sui gadget. Accenture tempo fa omaggiava pure i campioni per smacchiare i vestiti, mentre quest’anno si limita ad un tappetino (stranamente l’unico a far funzionare bene il mio mouse al laser), uno zainetto per bimbi e un oggetto volante non identificato con una ventosa. Passo nello stand di Accenture solo per i gadget perché altrimenti bisogna avere almeno una laurea in Astrofisica Nucleare. Il sole 24 Ore offre il giornale della omonima testata, la Lidl caramelle nel cestino!!! Ma vado alla Telecom, dicono che assumeranno, così afferma la simpatica signora, circa 4.000 persone, Wow! Mostro il mio interesse, chiedo aiuto, informazioni, ma vengo sempre indirizzato al sito internet, io stesso chiedo di dare il CV. In compenso come gadget ci sono delle cuffie per mp3. Supero lo stand del tutoraggio per i CV, Bologna Business School, la Luiss e la CUOA, non posso sopportare l’idea di un master e finisco con l’addetto LIdl che dopo aver ascoltato le mie esperienze e preso il mio CV mi rivela: “Ti consiglio di andare sul sito e vedere quali sono le posizioni aperte e candidarti”. Quindi oltre ad essere solo una vetrina per aziende il job meeting non sembra ancora dare opportunità lavorative ai visitatori. Pur trattandosi solo di una smart edition, nel tempo è peggiorata, sia per la presentazione degli stand, sia per la esigua presenza di gadget (almeno quelli facevano contenti gli illusi studenti), sia per la totale assenza del raggiungimento del fine. Ossia: Job meeting se usiamo un comune hastag lanciato da Annamaria Testa #dilloinitaliano, significherebbe incontro del lavoro. Ma visti i risultati e la mancanza di prospettive, perché non chiamarlo no job meeting o meglio: “Incontro del non lavoro”?

CAM01377

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