L’Oriana. Scarno affresco di una giornalista fiorentina

Non mi sono mai piaciute le fiction italiane. Le considero delle “recite” di scarso livello. Ogni tanto per curiosità guardo sul piccolo schermo una di queste coraggiose produzioni, soprattutto quando si tratta di personaggi dei quali ho letto qualcosa. Ebbene il 16 e 17 febbraio del 2015 in prima serata visiono con occhio particolarmente distaccato la ricostruzione di una parte di vita della giornalista-scrittrice tanto osannata quanto odiata dai colleghi e non: Oriana Fallaci.
La prima parte si basa sui fatti narrati nel libro “Niente e così sia”, almeno io ho visto rappresentato tutto quel che ne ricordavo, mentre la seconda ripercorre “Un uomo” e “La rabbia e l’orgoglio” (uno degli articoli poi diventato romanzo le cui idee sono state legittimamente contestate).
Nonostante molte scene, racconti di reportage e dialoghi vengano prese fedelmente dai libri, chi non ha letto il libro non avrà seguito benissimo il film. Tutto è statico, troppi discorsi, tutto si muove tra Vietnam, Messico e Toscana ma sembra quasi che sia lo stesso posto. Nel libro il ritorno a Saigon dell’Oriana durante gli attacchi di guerra è descritto in modo più atroce e le interviste sono molto più serie rispetto al film. Carina l’associazione del brano Volunteers dei Jefferson Airplane alla scena in cui la protagonista segue i soldati. Vittoria Puccini è un’attrice bellissima ma adatta a ruoli più sentimentali e qui non rende la caparbietà e il carattere della protagonista. Solo alla fine del film riesce a simulare l’invecchiamento e quasi l’interpretazione regge, ma solo negli ultimi minuti. Tipico fare innamorare lo spettatore della protagonista per poi lanciare la collana di libri in allegato a Corriere della sera e Oggi, ma quello è marketing e ci vuole. Quel che mi chiedo è: perché invece di prendere un’attrice conosciuta non fare un casting di attrici emergenti che magari sono molto più adatte al ruolo? I produttori impongono cast, regia e quant’altro sminuendo sia il personaggio che la sua storia. Fossi stata io “L’Oriana” mi sarei un po’ incazzata per come sono stati riletti i fatti, ossia in chiave eccessivamente sentimentale e romantica.
E voi?

 

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