Un affresco su Jimi: All is by My Side

Da tempo aspettavo di vedere e recensire“Jimi: All is by My Side”. Il film diretto da John Ridley che tenta un ritratto di uno dei più grandi chitarristi (a detta del sottoscritto il più grande) del secolo ed elimino pure le parentesi. Sì, perchè sono un Hendrixiano ultra sfegatato, di quelli che leggono e contemplano le fasi della sua vita, i disegni che faceva, gli appunti, le cartoline che inviava ai familiari e di quelli che cercano di imitare i riff e i fraseggi degli assoli con la chitarra.
Ma andiamo a noi. Due ore di pellicola sono poche per raccontare i tre anni che hanno portato al successo l’artista. Molti particolari sono snelliti e romanzati, ma l’essenza riesce ad emozionarmi: l’atmosfera anni ’60, il muro con la scritta CLAPTON IS GOD e gli episodi più importanti della carriera della star. Come ad esempio la scena in cui Jimi vuole suonare con Clapton il quale non riesce più ad imbracciare la chitarra dopo averlo visto, l’esibizione al Saville Theatre di fronte agli shockati Beatles nel sentire un’improvvisata versione di Sgt Peppers il giorno dell’uscita dell’album, il carattere introverso e a volte scontroso sotto effetto delle droghe di Jimi Hendrix. Di certo mancano gli aspetti che hanno portato Jimi ad essere un grande chitarrista a livello tecnico, cioè gli incontri con i grandi Bluesman come B.B. King, Albert King e tantissimi altri. Mancano le intense ore di studio che Jimi aveva dedicato alla chitarra in quegli anni, famoso l’aneddoto di ragazze che non lo vedevano separarsi dalla sua Stratocaster neanche quando andava in bagno. Infine le musiche: se la famiglia dell’artista ne avesse concesso i diritti il film avrebbe giovato di un ulteriore valore aggiunto. Infatti mancano all’appello Foxy Lady, Purple Haze, Hey Joe e tante altre sostituite da brani standard che cercano di riprodurre alla meno peggio lo stile del musicista. Per il resto l’attore Andrè 300 oltre ad avere una grande somiglianza col personaggio che interpreta pare che ne abbia studiato abbastanza i movimenti e le espressioni .
Un film che sarà stato difficile da costruire, ma che alla fine nonostante le mancanze per le quali non è totalmente responsabile il regista regala un piccolo affresco di quegli anni e dei momenti migliori dell’uomo Jimi Hendrix.

Una scena del film con Andrè 3000 ed Imogen Poots
Una scena del film con Andrè 3000 ed Imogen Poots
Una scena del film
Una scena del film
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