Il vento dell’Odio di Roberto Cotroneo

Era tornato un po’ di sole, che accendeva un gruppo di pini romani del giardino. Erano legati assieme con cavi di acciaio perché il vento non li facesse cadere: altissimi, con i tronchi troppo esili per alberi così alti. Il vento poteva abbatterli. Quel vento innocuo che soffia spesso a Roma e che non disturba mai nessuno. Pensai che quel vento doveva aver abbattuto anche la mia vita, senza che neppure me ne accorgessi. Era il vento dell’odio.

(Roberto Cotroneo, Il vento dell’odio. 2008 – Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. , Milano)

 

Con questo periodo volge quasi a conclusione “Il vento dell’odio” di Roberto Cotroneo. Questa citazione non rivela nulla, per cui non aspettatevi uno spoiler. Non credevo che uno scrittore Italiano (oltre al grande Umberto Eco) potesse sfornare un romanzo del genere. La voce narrante all’inizio e alla fine si propone di ricostruire i fatti e lo fa mettendo all’attenzione di chi legge i racconti dei due protagonisti sottoforma di diario. Prima uno e poi un altro. Questo il nome dei capitoli: Cristiano, Giulia, Cristiano, Giulia, Cristiano, Giulia, scelta azzeccata che dà la sensazione di un gancio destro e sinistro alternati. Nel bel mezzo del romanzo c’è un memoriale con tante informazioni preziose e tanta rabbia trasmessa dalle generazioni passate a quelle future. L’interrogativo essenziale del racconto è semplice: i ricordi possono rimanere tali, ma cosa succede nel muovere il pedone di una vecchia scacchiera polverosa? I fatti si complicano e riemergono tanti personaggi dall’identità ambigua. Cosa è accaduto in Italia dal ’68 in poi? Qual è la verità sul caso Aldo Moro? E sulla strage di Piazza Fontana? È un’opera di fantasia ma mette tanta carne al fuoco rivelando i veri meccanismi della storia non presente sui libri o sui giornali in quanto a terrorismo, complotti, omicidi e sparizioni.
Iniziate tutto d’un fiato e state tranquilli, se non riuscite a proseguire il vento dell’odio vi trascinerà di forza fino all’ultima pagina.

 

Il vento dellìodio

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